Uno studio della Banca Centrale Europea mostra come ondate di calore, siccità e alluvioni stiano già modificando l’economia delle regioni europee, incidendo su produttività, lavoro e popolazione.
Ondate di calore: meno produttività e più spese di adattamento
Analizzando oltre 1.100 regioni europee (NUTS-3) dal 1995 al 2022, la BCE rileva che le ondate di calore estive riducono il PIL regionale dell’1,4% in quattro anni.
Il calo è dovuto a:
- minore occupazione e ore lavorate (la produttività dei lavoratori diminuisce con le alte temperature);
- investimenti “difensivi” in adattamento (climatizzazione, isolamento, infrastrutture) che aumentano il capitale ma abbassano la produttività complessiva (TFP).
In sostanza, si investe per proteggersi dal caldo, non per crescere.
Le regioni costiere sembrano più resilienti, forse grazie all’influenza del mare o al turismo, mentre quelle interne subiscono perdite più durature.
Siccità: la minaccia più persistente
Le siccità riducono il PIL del 2,4% nei quattro anni successivi all’evento, con effetti gravi su agricoltura e occupazione.
Si osservano:
- meno investimenti e meno lavoro,
- emigrazione dalle aree colpite (fino al –4 % della popolazione),
- caduta della produttività agricola e aumento dei costi per irrigazione e alimentazione del bestiame.
Le aree rurali e a basso reddito risultano più vulnerabili, poiché dispongono di meno risorse per adattarsi.
Alluvioni: ricostruire sì, ma solo dove ci sono soldi
Le alluvioni non mostrano un impatto uniforme.
- Nelle regioni ricche, stimolano un “boom da ricostruzione”: più investimenti, più produttività e perfino crescita del PIL, grazie alla capacità di “ricostruire meglio”.
- In quelle più povere, invece, l’assenza di fondi e assicurazioni frena la ripresa: niente investimenti, niente crescita.
Effetti demografici e rischio divergenze
In media, le aree colpite da eventi estremi registrano calo della popolazione e migrazione verso zone più sicure.
Questi movimenti possono accentuare le disuguaglianze regionali: alcune aree si spopolano e perdono produttività, mentre altre attraggono risorse e capitale umano.
Lezione per l’Europa
Il paper conclude che gli eventi climatici estremi non sono solo emergenze ambientali, ma fattori strutturali dell’economia europea.
Se non si rafforzano le politiche di adattamento e finanziamento equo, i rischi climatici potranno aumentare il divario tra regioni ricche e povere, minacciando la coesione e la competitività del continente.
“Non tutti i territori europei possono ricostruire allo stesso modo.
L’accesso al credito e alle risorse sarà il nuovo confine della resilienza climatica.”

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